Posted by: armatieresponsabili | 19 Novembre, 2007

I recenti fatti di cronaca: riflessioni

Interrompo il tono “didattico” del Blog (credo che la teoria annoi sempre un po’) per alcune riflessioni.

Recenti avvenimenti hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’argomento armi, e il risultato è scoraggiante:

Primo fra tutti il caso di Guidonia, dove un ex ufficiale dell’Esercito ha “dato di matto” ed ha cominciato a fare tiro a segno dal tetto di casa (2 morti, 7 feriti).

Poi la vicenda dell’autostrada, dove un agente della Polizia di Stato che non aveva capito la differenza tra colpo in aria e tiro mirato ha avuto l’immensa iella di uccidere una persona colpendola in testa a 70 metri o giù di lì.

Ultimo, fortunatamente senza esiti luttuosi il caso di sabato a Pietralata, dove il padre di tutti i “bamboccioni” ha pensato bene di tirare con la carabina ad aria compressa (tipo quelle del luna-park) dal balcone di casa, colpendo un bimbo di 10 anni, salvato dal piumino.

Ora, quello che mi fa agitare, oltre ai fatti in se’, è questo: qualcuno ha anche solo provato a chiedersi PERCHE’, invece di cominciare a fare illazioni sulle armi, sulla “facilità” di procurarsele e sui danni che provocano ?

Perchè una persona all’apparenza equilibrata ed irreprensibile un bel giorno “sbrocca” e fa una strage senza che nessuno formalmente abbia fiutato nulla ? Perchè un poliziotto crede di potersi permettere di tirare ad altezza d’uomo contravvenendo a tutte le possibili regole di prudenza ? Perchè un deficiente qualsiasi pensa di poter usare i giardinetti sotto casa come poligono di tiro ?

Ma soprattutto: qualcuno vuole ancora farci credere che un maggior controllo sulle armi eviterebbe questo tipo di “incidenti”?

1) L’ufficiale di Guidonia possedeva due fucili ed una pistola: qualsiasi cacciatore o tiratore sportivo probabilmente ha dentro casa un arsenale dieci volte più potente.

2) L’agente dell’autostrada, per definizione, fa parte di una categoria ipercontrollata. Se non sono armati i poliziotti, chi dovrebbe esserlo ?

3) Il bamboccione della Tiburtina, se pure qualcuno gli levasse il fucilino da luna-park, molto probabilmente si attrezzerebbe con una fionda caricata a biglie d’acciaio (stesso livello di pericolosità) o con una cerbottana.

Dove voglio andare a parare ? In tutti e tre i casi, senza voler indagare a fondo sui motivi, il problema non è nell’arma, bensì nella testa: per quanto si possa chiacchierare e gridare al disarmo, nessuno di questi fatti mi sposta di un millimetro dalla mia posizione.

Poi (adesso mi prendete per matto sul serio), mi pare così strano che, dopo il montare della rabbia e dell’insofferenza dei cittadini di fronte ai fatti criminali per mano di stranieri o non stranieri, arrivino a “raffica” notizie volte a demonizzare le armi.

E’ un po’ come se, di fronte al rischio di “corsa all’armamento” (dovuta al sentimento diffuso di insicurezza), subito si volesse “bacchettare” la gente dicendo: “non ci pensate nemmeno, eh ? Le armi sono cacca, non si toccano, lo vedete che casini succedono ?“.

Non mi piace, non mi piace per niente.

Risposte

Ciao,
volevo dire che l’approccio che hai in questo post è del tutto simile a quanto riporta M.Moore nel suo film “Bowling for Colombine”. Mi spiego: Moore dice che la differenza fondamentale tra quello che succede in USA dove le armi circolano molto facilmente e il Canada, dove le armi circolano UGUALMENTE con facilità, è che in USA c’è un clima di paura costante instillato dai mezzi di comunicazione nelle persone. La differenza sta quindi nel fatto che è la società che può spingere le persone a usare le armi in un modo tale che, ogni anno, il numero di morti per l’uso delle armi da fuoco raggiunga cifre a 3-4 zeri. In Canada, fortunati loro, non hanno questo tipo di problema… Una cosa che però Moore dimentica è che in Canada la popolazione è circa 10 volte inferiore rispetto agli USA e che i conflitti sociali che esistono negli USA non sono minimamente paragonabili alla situazione del Canada. Quello che voglio dire è che, da una parte condivido quanto hai scritto, perché quello che passa per la testa della gente è fondamentale per spiegare determinati atti violenti (non è solo colpa del fatto che ci sia un’arma a portata di mano e infatti non si bandisce certo la vendita dei coltelli da macellaio….), ma dall’altra parte, far circolare strumenti “da fuoco” in luoghi dove già le tesioni sociali sono alte può essere qualcosa di pericoloso…
Un saluto,
Leo

Leo: grazie innanzitutto per la visita ed il commento.
Ho visto con interesse ed attenzione i documentari di Moore, e devo ammettere che la situazione che si profila è abbastanza inquietante.
D’altra parte Moore stesso fa “politica” ed è quindi ovvio che tiri da una parte piuttosto che dall’altra: naturalmente quando ti vai a mettere contro un’organizzazione come la National Rifle Association devi avere argomenti molto convincenti :) .
Come ho già scritto da qualche parte in questi articoli però, aspetterei a fare paragoni con la realtà americana: ho fiducia (ancora e nonostante tutto) nella testa degli italiani, e gli americani nella migliore delle ipotesi discendono sempre dai “Cowboys”.
In breve, posto che tanto chi non dovrebbe essere armato lo è comunque e nostro malgrado, meglio che le armi comincino a finire nelle mani “giuste” e che la gente che ha diritto e ragione di avvalersene possa farlo senza troppi impicci.

In realtà pensavo ti riferissi a fatti più recenti, tipo scontro SUV-Punto della notte di Natale, o “altri matti di Natale”, o Thyssen, o la figlia del notaio… :-(

Bella l’attualità, sempre dei bei momenti… purtroppo quando si ha a che fare con gli esseri umani, capita.

Sull’argomenti principe del tuo blog non so bene cosa dire, la mia “idea” si ferma un po’ a “Bowling a Columbine” e a un paio di amici cacciatori e a un altro paio di amici filo-WWF.
Credo che, visti quanto sono “animali” gli (ipotetici) umani, dar loro le armi è cosa giusta così si auto-eliminano. In fondo, se non capiscono “quanto” sarebbe meglio vivere in pace… è opportuno far spazio!

A presto

Eheh… beh, l’articolo era di novembre, se avessi scritto di quello sarei stato un accidenti di veggente ! ;)
No, gli argomenti erano quelli anche perchè decisamente attinenti con il tema del blog, tutto qua.
La cosa triste è che a quanto pare gli umani tendono ad eliminarsi comunque, armi o non armi. Molto ma molto riassunta, la mia visione della cosa tende più che altro ad avere maggiori probabilità di sopravvivenza nel caso qualcuno dovesse decidere un attacco.
Credimi, se c’è uno che vuole vivere in pace sono io !

Oh, ma anch’io!! Non fraintendermi, non è che ti giudicassi!

E’ che anch’io sono molto pessimista. Poi magari le cose non sfuggono al controllo… però, viceversa, potrebbero migliorare tanto!

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