Bene, adesso abbiamo chiaro il quadro generale, abbiamo capito perchè, siamo più o meno convinti e siamo pronti al prossimo passo.
Ma qual’è il prossimo passo ?
Sto ipotizzando che si parta tutti da zero, quindi inizieremo dalla primissima cosa necessaria: l’abilitazione al maneggio delle armi. Ne ho già parlato, e ho detto che è necessaria solo nel caso si intenda ottenere un permesso al trasporto o al porto (non quindi per acquistare semplicemente un’arma e tenerla in casa) e che è automaticamente riconosciuta a chi abbia svolto il servizio militare.
Non è vero.
O meglio, è vero in teoria, ma sarebbe un gravissimo errore andarsi a comperare un fucile o una pistola e cominciare a giocherellarci senza averla mai vista prima. Tra l’altro capita che anche chi ha “fatto il soldato” abbia solo il vago ricordo di aver imbracciato un fucile (probabilmente un residuato bellico) e che quindi non sappia proprio dove mettere le mani. Data la pericolosità intrinseca nelle potenzialità dell’oggetto sarà bene conoscerlo mooooooooolto bene prima di metterci le mani.
Il primo passo quindi è il Poligono di tiro. Unica struttura a Roma (ogni città ha la sua) abilitata al rilascio dell’abilitazione e che effettivamente fornisce tutta l’assistenza necessaria è la sede del Tiro a Segno Nazionale di Tor di Quinto. tutte le informazioni su http://www.tsnroma.it .
Ripeto ancora una volta, per i malpensanti: NON C’ENTRO NIENTE CON LORO, non ci guadagno un tubo, è solo che le loro strutture e la loro assistenza sono indispensabili.
Qui cominciamo a tirare fuori quattrini ancor prima di aver varcato la soglia di un’armeria, ma sono pochi e spesi bene: con un totale di 150-200 euro ci copriamo iscrizione annuale, possibilità di utilizzo delle linee di tiro a piacere, lezioni, certificato e (mi sembra) un po’ di armi a noleggio. In breve, iscrivendoci e specificando la necessità di ottenere l’abilitazione in oggetto, ci prenotiamo tre belle e utili lezioni: due teoriche ed una pratica, con prova finale. Come ho già avuto modo di dire, i fondamenti delle armi sono estremamente semplici e tre lezioni bastano per coprirli tutti: il resto sta a noi, ma con la dovuta attenzione probabilmente riusciremo a non spararci sui piedi. Non commettiamo l’errore di prenderci l’abilitazione e sparire, da qui in avanti più andiamo al poligono ad allenarci, meglio è. Al TSN di Roma ci si può allenare praticamente con ogni arma di uso civile, fucili a pompa compresi, ed è possibile noleggiare presso l’armeria interna diversi tipi di pistola: quindi ancora possiamo trattenerci dall’andare a spendere quattrini a due o tre zeri, pensiamo a prendere confidenza con l’oggetto.
L’inizio di tutto generalmente è una pistola semiautomatica in calibro .22 LR. E’ un’ arma ottima per i principianti, questo per diversi motivi:
1) Il funzionamento e le modalità di operazione sono le stesse delle “sorelle maggiori”, stessi meccanismi, stessi principi; abituarci con questa ci darà modo di affrontare serenamente quelle che chiamo le armi “vere”.
2) Il piccolo calibro del munizionamento ottiene il duplice effetto di fare poco rumore (un comune “raudo” è molto più forte) e di trasmetterci un “rinculo” minimo, tutto a favore della tranquillità psicologica. E’ un po’ la differenza tra imparare a guidare su una Panda o su un camion con rimorchio.
3) I costi di gestione sono minimi: le cartucce in calibro .22 LR sono le più economiche in assoluto, potremo quindi allenarci fino alla nausea senza chiedere un mutuo
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(…segue…)
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