Colgo al volo l’occasione per trattare un po’ meglio l’argomento, visto che se ne è parlato.
Quando si tratta di difenderci ogni sistema è buono, e a chi suggerisce un corso di arti marziali rispondo che senz’altro la cosa è da considerare. L’arte marziale come filosofia di vita e come allenamento è un’ottima cosa, posto che venga imparata, gestita ed allenata nel modo che le è consono, cioè con totale dedizione, serietà e consapevolezza. Da qui si evince che il Judo fatto alle medie, o il corso intensivo di sei mesi presso la palestra sotto casa rimangono fuori dal ragionamento.
Una cosa così funziona come si deve solo quando diventa parte di noi, quando la risposta diventa un riflesso condizionato, quando abbiamo il perfetto ed immediato controllo del nostro corpo e delle nostre reazioni. Essere tranquilli perchè ci si è guadagnati una cintura nera su un Tatami qualsiasi equivale a sentirsi sicuri solo perchè abbiamo una pistola in fondina.
Ed è *terribilmente* sbagliato.
Così come comperarsi un’arma ed affidarsi al semplice fatto di possederla (piuttosto che allenarsi sistematicamente al suo uso) è completamente inutile, pensare di poter affrontare un’aggressione con delle tecniche imparate distrattamente e mai esercitate è folle ed estremamente pericoloso.
In più, finchè il rapporto aggressore-aggredito è di 1:1 e non ci sono armi di mezzo, possiamo anche pensare di avere buone possibilità (fermo restando che l’aggressore si sceglie la vittima e non va ad importunare qualcuno che dia l’impressione di poter reagire), ma quando siamo in minoranza o se chi ci attacca è armato, le cose non si mettono bene. Qualsiasi istruttore dotato di saggezza vi insegnerà che la prima regola è evitare. Evitare se non è necessario lo scontro, evitare se siamo in minoranza, evitare se l’altro è armato. In quest’ultimo caso, a meno che l’aggressore non sia cosi scemo da appoggiarci l’arma addosso, dandoci modo di afferrarla in sicurezza e sottrarci alla minaccia (e anche fare questo non è che sia una passeggiata), non abbiamo alcuna possibilità di rispondere in maniera efficace con una semplice tecnica di Karate o Ju-jitsu o quello che volete. Il combattimento corpo a corpo presuppone tra le altre cose una lealtà di base che generalmente non si riscontra nei rapinatori o negli stupratori.
E ancora, per quanto bravi possiamo essere, rimane il problema oggettivo della superiorità fisica. Salvo pochi e definiti casi, un aggressore palesemente più “prestante” di noi a livello fisico (anche solo per peso o determinazione) avrà la meglio. Non dimentichiamo inoltre che il “guaio” potrebbe accadere anche in un momento in cui per qualche motivo contingente non siamo in grado di mettere a frutto le nostre abilità. Sfrutto ancora una volta la sintesi delle immagini di Oleg Volk per illustrare questo caso:

Abbastanza sintetico ?
La cosa da aver chiara è che non stiamo trattando a livello “accademico” sul fatto che sia meglio questo o quello: stiamo parlando di casi estremi, in cui il pericolo è serio, tangibile e quello che è in gioco è veramente prezioso. In questi frangenti la mia opinione è: Meglio questo *e* quello… perchè toglierci da soli e a priori una possibilità ?
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