Pubblicato da: armatieresponsabili | 17 ottobre, 2007

Io la vedo così.

Al giorno d’oggi, in special modo nei grandi centri urbani, il rischio di essere in qualche modo disturbati da persone con “cattive intenzioni” è notevole. Aggressioni, furti in abitazioni, rapine, violenze in genere, molestie, violenze sessuali e via elencando, le cronache ci riempono la testa ogni giorno. Siamo sempre più sensibilizzati verso questo tipo di problemi, proprio per la grande risonanza che spesso viene loro data, soprattutto quando si sfrutta l’onda per riempire le pagine dei giornali.

La “fortuna” (se vogliamo) è che generalmente tutto ciò viene visto come un problema altrui: una di quelle cose per cui ci indignamo, è vero, ma che nel nostro intimo confidiamo capitino sempre agli altri.

E’ vero che la nostra è una nazione civile, è vero che non siamo in Brasile, è vero che le Forze dell’Ordine sono efficienti, non è il caso di fare i catastrofisti, ma è un dato di fatto indiscutibile che il fenomeno della violenza criminale stia assumendo proporzioni preoccupanti, e tutto questo senza che noi ce ne accorgiamo.

Sarò eccessivamente pragmatico, ma sono abituato a ragionare così:  primo passo, prendere atto del problema; secondo passo, analizzare il problema; terzo passo, studiare le soluzioni; quarto ed ultimo passo, applicare la soluzione o la giusta combinazione di soluzioni e risolvere il problema.

Dall’alba della nostra esistenza come Esseri Umani abbiamo potuto distinguerci in qualche modo dalle altre specie per diverse caratteristiche, una delle quali è la capacità di fabbricare ed usare strumenti che in qualche modo ci permettono di fare di più di quanto non sia consentito dalle nostre sole forze. Ecco apparire la ruota, l’aratro, e tutte le altre meravigliose creazioni che oggi ci permettono di vivere, curarci se ammalati, ripararci dalle ostilità e… l’ho presa un po’ alla lontana, eh ? 🙂

Allora, cos’è un’arma se non uno strumento ? E a cosa serve ? A mio modo di vedere serve in primo luogo ad “equalizzare” le forze degli individui (per estensione, l’escalation nucleare è il risultato della ricerca del necessario equilibrio tra le grandi potenze mondiali).

Piccolo esempio pratico: un losco figuro decide di aver bisogno di venti euro e di un cellulare e, ovviamente, non ha intenzione di lavorare onestamente per ottenerli. Il losco figuro in oggetto è alto 180cm, pesa 90kg ed è giovane, aitante, con molto poco da perdere. Naturale che (essendo tutti noi di fondo animali), faccia un ragionamento molto semplice: non sceglierà come obiettivo una persona di pari o superiori caratteristiche, ma si metterà in un angolo ad aspettare finchè non passerà la “vittima” ideale (userò un uomo per non essere subito tacciato di maschilismo): maschio, ben vestito, valigetta in mano, 165cm circa, ad occhio 60kg. Ha appena terminato una chiamata e si avvia verso un punto abbastanza buio. Perfetto.

Il losco figuro parte, si accoda e da qui possono svilupparsi diversi scenari: il più probabile è che dopo una semplice intimidazione verbale la nostra vittima consegni quanto richiesto e se la cavi al massimo con una strattonata. Fin qui nulla di grave se non per l’amor proprio del malcapitato.

Il losco figuro, però potrebbe anche aver voglia di menare le mani, e sfortunatamente la vittima potrebbe anche offrire un minimo di resistenza: in questo caso la situazione si aggrava, ed il rischio che “scorra del sangue” aumenta.

Può anche darsi che il losco e vigliacco figuro, per non rischiare si sia munito di un coltello (o peggio) e che avendo per definizione meno scrupoli dell’onesto cittadino medio, decida di tirarlo fuori ed usarlo. E qui la cosa è grave sul serio. Poi leggiamo quelle storie tipo: “Ucciso per 20 euro”.

Morale, è normale che chi ha intenzione di aggredire qualcuno scelga una persona evidentemente più debole.

Non è normale che il più debole debba sempre e comunque rimetterci. Ci sono dei casi in cui il debole lo è solo in apparenza (conosco un istruttore di arti marziali fisicamente la metà esatta di me: capace in 2,5 secondi di atterrarmi e tenermi talmente bloccato da potermi mangiare una scodella di minestra in testa), ma in quanto casi sono isolati e non fanno media.

Per il più debole, l’unica via rimane quella dell’equalizzazione: dotarsi di uno strumento adatto a riempire il “gap” tra lui e l’aggressore.

Avete già indovinato qual’è lo strumento adatto ?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: