Pubblicato da: armatieresponsabili | 18 ottobre, 2007

“Equalizzazione”

O meglio, bilanciamento.

La “vittima” dell’esempio non ha scampo in nessuno dei casi. Le conseguenze a suo carico potranno essere più o meno gravi, ma la legge della natura ha già stabilito. Unica cosa che scongiura i danni è evitare lo scontro. La prima regola (che riprenderò anche più avanti) è: “Se ne hai la possibilità, scappa“: questo è quanto insegnano tutti gli istruttori di difesa personale, ed è un consiglio prezioso. Non c’è nulla di male nel fuggire da un pericolo, il nostro scopo è difenderci da un’aggressione, non combattere, quindi la nostra dignità non ne risentirà.

Correre verso un posto illuminato, attirare l’attenzione della gente, fare casino per farsi vedere, sono tutte ottime tecniche: l’importante è riportare a casa (nell’ordine) pelle e portafogli. Evitare, evitare, evitare.

Purtroppo a volte non è possibile: uno può non essere in grado di correre, può essere malato, può esser stato incastrato in un angolo da cui è difficile uscire; in questo caso è sempre più probabile che qualcuno “si faccia male”. Tralasciamo l’approccio verbale, è difficile convincere a parole uno che ti ha già stretto addosso ad un muro, rimane solo una scelta: arrendersi o reagire.

Anche qui, la scelta non è obbligata: se il malintenzionato mi mostra un coltello e mi chiede orologio, telefono e soldi, non ci penso nemmeno. Tengo d’occhio la lama, consegno tutto, alzo le mani, aspetto che si sia allontanato e mi infilo nel primo bar: con gli spicci che mi sono rimasti ordino qualcosa di molto forte e la cosa finisce lì.

Non esiste un effetto personale (per prezioso che sia) per cui valga la pena di rischiare la coltellata. Se anche fossi armato, la cosa sarebbe andata troppo avanti per poter pensare di usare una pistola: quando l’avversario è abbastanza vicino da raggiungerti solo allungando il braccio non è il caso di agitarsi troppo.

Ma cosa succede se lo scontro è inevitabile ? Posto che l’aggressore ha già stimato con largo margine di poter sopraffare l’aggredito e che finirà male comunque, abbiamo modo di invertire la tendenza ?

Usciamo un momento dall’esempio di partenza, nello specifico uno dei pochi casi che si può risolvere “pacificamente” con la sola perdita di qualche soldo, e immaginiamoci una situazione un po’ più complessa dove è in gioco qualcosa di importante e dove il rischio è decisamente maggiore: mettiamo il caso di essere in compagnia e che da noi dipenda non solo la nostra incolumità ma anche quella di un’altra persona. Questo automaticamente rende necessaria la reazione: non possiamo più permetterci di rimanere fermi e tranquilli, soprattutto se le intenzioni di chi ci aggredisce sono esplicite.

Ricordiamoci sempre che se qualcuno ci ha “scelto” è perchè ritiene di poterci “mettere sotto” e che mediamente la sua valutazione è corretta. Nel caso che sto descrivendo probabilmente l’aggressione sarà portata da più persone, rendendo ancora più ampio il divario tra le forze.

Ci sono quindi tutti gli elementi: netta superiorità degli aggressori, impossibilità di arrendersi o di fuggire. A meno di una reazione efficace l’epilogo è scritto. E non è bello.

Finisco come al solito con una domanda: comincia a suonare meno “cattiva” l’idea di poter usare un’arma ?

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Responses

  1. Per come la vedo io la difesa deve essere almeno 10 volte più forte dell’offesa, proprio perché è una difesa, proprio perché io me ne sto per i fatti miei e tu mi aggredisci.

    Il cittadino ha il sacrosanto diritto di difendersi da solo, poiché è appurato che le forze del’ordine e lo Stato NON garantiscono la difesa e la sicurezza dei cittadini.

  2. Daniele: innanzitutto benvenuto e grazie di esserci 🙂
    C’è un unico problema nel rapporto 1:10 che tu auspichi: alla fine è già difficile dimostrare la legittima difesa, figurati se la difesa stessa è sovradimensionata.
    Sempre vero quel detto per cui “è meglio un brutto processo che un bel funerale”, però bisogna assolutamente evitare gli eccessi.
    Sarebbe già buono raggiungere il rapporto 1:1, è lì che voglio arrivare…
    Il discorso Forze dell’Ordine è più delicato, loro ci sono, ma non possono essere ovunque ed in ogni momento.
    E’ per quello che si rende necessaria l’autodifesa.

  3. Per esperienza personale dirò che una tecnica per “sfuggire” ad una aggressione è quella di simulare la presenza di una persona nelle vicinanze, magari chiamandola per nome come se fosse una nostra conoscenza .. insomma come se ci fosse davvero, e non c’è, magari agitando le braccia. Con questo metodo la persona male-intenzionata si è disorientata ed è fuggita, ha creduto all’inganno.
    Laura

  4. Laura: ottima idea, e ottimo che abbia funzionato.
    Rientra nelle cosiddette “tecniche di disimpegno”, che sono sempre e comunque preferibili ad uno scontro.
    Ti auguro vivamente di non doverne avere mai più bisogno, comunque. 🙂

  5. Laura, un bello spray e un oggetto dotato di lama ti farebbero comodo 🙂

  6. Senti Alberto, non trovando nulla di Natalizio nel tuo blog, forse è ancora presto ?, forse non lo scriverai mai ? boh ! io allora appoggio quì i miei auguri di Buone Feste e di un anno 2008 spumeggiante … ed anche se bisesto .. in assenza di superstizione, ripongo la fiducia in un anno migliore. Quindi tantissimi sinceri auguri. Ciao. 😀
    Laura

  7. Laura,
    grazie del conributo, anche perchè credo sarà l’unica cosa “Natalizia” di tutto il Blog… 😉
    Auguri a te e a tutti e due gli altri lettori, serene feste!

  8. Buon Anno Albert1!

    Leo

  9. Grazie, Leo, è sempre un piacere leggerti!

    Buon anno a te.

  10. w i cittadini dello stato libero, se rimangono vivi e tali

  11. Io “stato libero” ce l’ho pure scritto sulla carta d’identità… 😉

    Rimanere vivo è la priorità, libero viene appena dopo.

  12. Io sono stato accoltellato l’anno scorso mentre ero in gita scolastica in Spagna in pieno giorno e sotto gli occhi di tutti da un drogato ubriaco che non capivo nemmeno cosa mi stesse chiedendo… E li con me c’era la mia ragazza.. Immaginatevi la scena.. Ora il ragazzo è accusato di tentato omicidio, io per fortuna sto bene, ma la paura di morire e di far star male i miei cari è stata tantissima, e sicuramente questo avvenimento ha svegliato in me tante paure (che fino ad allora dormivano)… Ora se vado a Firenze cercano di vendermi qualcosa insistendo, la compro per paura che mi facciano del male o che facciano del male alla mia ragazza.. Stessa paura se vedo barboni o persone sospette.. E quindi è da un po di tempo che medito di comprare una piccola pistola da portare sempre con me, anche se ho paura di essere beccato dalle forze dell’ordine.. Premetto che io stesso sogno sin da bambino di far parte delle forze dell’ordine, sono abbastanza rispettoso delle leggi, non cerco rogne con la gente, e se sono attaccato fisicamente penso solo a difendermi parando i colpi (ho paura di far del male anche a chi mi aggredisce, pensate voi, anche se al mio accoltellatore quattro pugni in testa li ho tirati).. Però se toccassero la mia ragazza o i miei familiari penso che sarei capace di uccidere (spero di non trovarmi mai in una situazione del genere), soprattutto perché la giustizia dello stato non esiste più (io sono cattolico e idealmente contro la giustizia fai da te, ma come ho detto prima, se in ballo ci fosse una persona a me cara…)… Il blog mi piace molto, complimenti… Continua così e se puoi dammi un tuo parere


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