Pubblicato da: armatieresponsabili | 24 ottobre, 2007

Il “Kit” dell’ armatoeresponsabile: prima parte.

Di tutte le cose che servono per un efficace possesso di arma a scopo di difesa, solo una è materiale e tangibile.

Si tratta dell’arma in se’,  oltretutto è a mio modo di vedere la meno importante in assoluto, quindi sarà l’ultimo degli elementi che esamineremo (e qui, tutti quelli che si aspettavano una digressione tecnica sulle armi da fuoco saranno delusi, ma vi avevo avvertito riguardo ciò che NON ero, o no ? 😉 )

Prima cosa necessaria: CONSAPEVOLEZZA. Questa non risulta generalmente difficile da ottenere, una persona equilibrata in linea di massima si accorge della differenza introdotta nella sua vita dal possesso di uno strumento come un’arma da fuoco. E’ necessaria tutta l’attenzione dovuta ad un oggetto di per se’ inerte, ma potenzialmente letale (quale peraltro può essere la motosega appesa nel box, il coltello da macellaio nel cassetto della cucina, la bombola di insetticida sotto il lavello o qualsiasi altra cosa possa recare danno ad un altro essere vivente). La differenza, che secondo me gioca a vantaggio ed elimina qualsiasi scusante è che un’arma nasce per uno ed un solo scopo, quindi se con gli altri oggetti si può parlare di “incidenti”, con una pistola o un fucile l’incidente non esiste. Se succede qualcosa è solo colpa nostra, inutile girarci attorno.

E’ quindi necessario capire esattamente con che cosa abbiamo a che fare: le frasi “credevo fosse scarica”, “la stavo solo pulendo”, “mi è partito un colpo”, non dovranno MAI entrare a far parte del nostro vocabolario. Dietro ognuna di queste proposizioni c’è una vita umana, e questo non possiamo far finta di non saperlo.

CONSAPEVOLEZZA quindi, che porta con se’ una serie di “compiti a casa” da fare, che esamineremo più nel dettaglio in seguito.

Secondo requisito: LEGALITA’. Siamo Signori (o Signore), non pirati. Per quanto complesso e a volte frustrante (ma nemmeno tanto), l’iter legale per il possesso di un’arma VA SEGUITO PER INTERO. La “pistola zingara” o la vecchia Beretta del nonno scovata nel baule in cantina non sono contemplate. Sono il primo passo verso una montagna di guai e (nel caso della Beretta del nonno) verso sicure lesioni personali nel momento in cui ci scoppiano in mano. Complesso non vuol dire difficile, e nemmeno costoso: Pochi euro di bolli, un po’ di tempo da dedicare alla pratica ed è fatta. Anche qui scriverò a breve un articolo che illustrerà procedure e possibilità, per ora sto cercando di essere sintetico (pensate se avessi voluto dilungarmi 🙂 ). In definitiva, la nostra arma dovrà essere legale, autorizzata e denunciata. Anche questo responsabilizza.

(continua)…

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