Pubblicato da: armatieresponsabili | 14 gennaio, 2008

Arti Marziali ? Perchè no ?

Colgo al volo l’occasione per trattare un po’ meglio l’argomento, visto che se ne è parlato.

Quando si tratta di difenderci ogni sistema è buono, e a chi suggerisce un corso di arti marziali rispondo che senz’altro la cosa è da considerare. L’arte marziale come filosofia di vita e come allenamento è un’ottima cosa, posto che venga imparata, gestita ed allenata nel modo che le è consono, cioè con totale dedizione, serietà e consapevolezza. Da qui si evince che il Judo fatto alle medie, o il corso intensivo di sei mesi presso la palestra sotto casa rimangono fuori dal ragionamento.

Una cosa così funziona come si deve solo quando diventa parte di noi, quando la risposta diventa un riflesso condizionato, quando abbiamo il perfetto ed immediato controllo del nostro corpo e delle nostre reazioni. Essere tranquilli perchè ci si è guadagnati una cintura nera su un Tatami qualsiasi equivale a sentirsi sicuri solo perchè abbiamo una pistola in fondina.

Ed è *terribilmente* sbagliato.

Così come comperarsi un’arma ed affidarsi al semplice fatto di possederla (piuttosto che allenarsi sistematicamente al suo uso) è completamente inutile, pensare di poter affrontare un’aggressione con delle tecniche imparate distrattamente e mai esercitate è folle ed estremamente pericoloso.

In più, finchè il rapporto aggressore-aggredito è di 1:1 e non ci sono armi di mezzo, possiamo anche pensare di avere buone possibilità (fermo restando che l’aggressore si sceglie la vittima e non va ad importunare qualcuno che dia l’impressione di poter reagire), ma quando siamo in minoranza o se chi ci attacca è armato, le cose non si mettono bene. Qualsiasi istruttore dotato di saggezza vi insegnerà che la prima regola è evitare. Evitare se non è necessario lo scontro, evitare se siamo in minoranza, evitare se l’altro è armato. In quest’ultimo caso, a meno che l’aggressore non sia cosi scemo da appoggiarci l’arma addosso, dandoci modo di afferrarla in sicurezza e sottrarci alla minaccia (e anche fare questo non è che sia una passeggiata), non abbiamo alcuna possibilità di rispondere in maniera efficace con una semplice tecnica di Karate o Ju-jitsu o quello che volete. Il combattimento corpo a corpo presuppone tra le altre cose una lealtà di base che generalmente non si riscontra nei rapinatori o negli stupratori.

E ancora, per quanto bravi possiamo essere, rimane il problema oggettivo della superiorità fisica. Salvo pochi e definiti casi, un aggressore palesemente più “prestante” di noi a livello fisico (anche solo per peso o determinazione) avrà la meglio. Non dimentichiamo inoltre che il “guaio” potrebbe accadere anche in un momento in cui per qualche motivo contingente non siamo in grado di mettere a frutto le nostre abilità. Sfrutto ancora una volta la sintesi delle immagini di Oleg Volk per illustrare questo caso:

NominalPrey

Abbastanza sintetico ? 😉

La cosa da aver chiara è che non stiamo trattando a livello “accademico” sul fatto che sia meglio questo o quello: stiamo parlando di casi estremi, in cui il pericolo è serio, tangibile e quello che è in gioco è veramente prezioso. In questi frangenti la mia opinione è: Meglio questo *e* quello… perchè toglierci da soli e a priori una possibilità ?

 

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Responses

  1. “Essere tranquilli perchè ci si è guadagnati una cintura nera su un Tatami qualsiasi equivale a sentirsi sicuri solo perchè abbiamo una pistola in fondina.”

    Ma non è vero! chi pratica bene e con costanza le arti marziali è decisamente avvantaggiato rispetto ad altri in caso di aggressione.
    Penso alle donne. Un po’ di tempo fa una ragazzina 13enne ha steso con un pugno un rapinatore in metropolitana solo perchè faceva karate.
    Poi anche in altre situazioni..
    Il mio maestro di arti marziali (alto 1.70) qualche tempo fa ha difeso una ragazza (senza ferire nessuno) da 3 bulli che la stavano importunando in metropolitana (chiaramente non interviene mai nessun in questi casi), lo stesso mio amico è stato anche minacciato da una persona con pistola e lo ha tranquillamente calmato, una volta aveva aperto un locale e sono venute delle persone a chiedergli il ‘pizzo’, il capo era uno enorme e allora lui (il mio amico, che oltre a essere bravo in un arte marziale è anche molto simpatico e sa parlare con le persone, gli ha iniziato a dire che lui faceva arti marziali e alla fine insomma quelli gli hanno detto di far loro vedere qualcosa e lui ha tirato un calcio e il capo è caduto semi svenuto.
    Beh..appena rialzato ha detto: okok, sei bravo, e se ne sono andati (e mai piu’ tornati).

    Tu hai mai frequentato le palestre di arti marziali? E non gli esaltati ma persone equilibrate, che praticano per stare in forma. Io sì, da piu’ di dieci anni. Beh..se li intervisti, nessuno di loro ha paura di essere aggredito e ogni volta che ci sono state occasioni ‘pericolose’ si sono sempre distinti per equilibrio, difesa non eccessiva e alla fine per la capacità di non fare degenerare i diverbi.

    Avere un arma non risolve. Guardate il caso americano. Li’ sono tutti armati e comunque rimane una nazione pericolosa. Le armi non dissuadono i “cattivi” dall’esserlo. Anzi, se ora ti entrano in casa con un cacciavite, domani, se ci si arma tutti, lo faranno con un mitra. E’

    Poi tutta sta paura ma da dove vi viene?

  2. Non è paura, è prudenza. E’ “prepararsi al peggio pur sperando per il meglio”.

    L’incontro con qualcuno che ha brutte intenzioni è un’escalation: la mia idea è quella di essere pronti a rispondere con la massima estensione possibile. Essere pronti non vuol dire farlo, vuol dire “avere la possibilità” di farlo.
    Se vedi quello che ho scritto in precedenza (i primi articoli), il mio pensiero è chiaro.
    Non faccio il pistolero, anzi le armi meno vedono la luce meglio è. Anche perchè, salvo qualche eccezione, quando si estrae un’arma è per sparare, non per farle prendere aria.
    Naturale quindi, visto che il fine è la difesa, evitare finchè sia possibile il loro impiego.
    A me piace infinitamente star bene con gli altri quanto ci sto con me stesso, e infatti in genere ci riesco: mi piace questo mondo, nonostante tutto.

    Magari avere un’arma non risolverà, ma aiuta nelle situazioni critiche a far pendere l’ago della bilancia a tuo favore, o perlomeno a mantenerlo in equilibrio. E’ solo una possibilità in più da non negarsi solo per principio.

  3. La notizia è del TG5 di questa sera. All’Istituto “Galvani” di Milano, la normale lezione di Educazine Fisica è stata sostituita da una lezione di “autodifesa”. Le ragazze hanno appreso qualche primo suggerimento tecnico e qualche buon consiglio del genere “materno” .. tipo “evitare strade buie” 😀
    Penso che l’esperimento sia buono e da diffondere anche se denota tutto il “clima” del tempo che stiamo vivendo.
    Laura

  4. Un’iniziativa sensata. Invece della “solita” ginnastica a corpo libero e della “solita” pallavolo, qualcosa di veramente utile ed universale.
    Scommetto che il livello di attenzione degli alunni è salito di parecchi punti…

  5. Altra notizia .. questa volta “Striscia la notizia” di ieri sera. Fiorello dopo aver subito tre furti in casa dice “ora mi difendo da solo ed ho assunto un servizio di viglianza armata”.
    Beh ! a lui i soldi credo non scarseggino e può quindi permetterselo, ma “è questa la strada ?”.
    Ciao. 8)
    Laura

  6. No. Non è questa la strada.
    Anche perchè per i furti in casa si usano porte blindate e allarmi.
    Se tutti potessimo permetterci le guardie giurate sarebbe il top, ma la cosa mi sembra alquanto difficile. 😉
    Rimane il fatto che la sensazione di insicurezza sale e, obiettivamente, non credo che Polizia e Carabinieri possano fare molto oltre quello che già fanno.

  7. ho 27 anni, pratico arti marziali da più di 15 anni e insegno da poco meno di dieci, muovendomi un pò in tutta europa per stage e in questi anni ho potuto conoscere tantissimi marzialisti.

    rispondo a “Chi sta bene con se stesso non vive nella paura”:

    anche io personalmente non vivo nella paura, ma questo non significa un bel nulla. il 90% dei marzialisti non sa combattere, è un dato di fatto. Ho visto grandi combattenti di karate e kick prendere dei sonori ceffoni. . .più di una volta. Non voglio entrare nel flame “quale stile è migliore” perché semplicemente non esiste, li reputo tutti buoni compresi karate e kick. Li ho citati solo perché ho visto gran cinture nere andare giù.

    La palestra rimane sempre un ambiente vellutato, molto distante da quella che è un’aggressione. La palestra non ti insegna a mantenere la calma quando un coltello ti minaccia oppure quando una ragazza ha davanti uno stupratore. Quelle sensazioni vanno vissute per poterle metabolizzare, non c’è altra possibilità.

  8. Benvenuto, Michele, e grazie per il commento!
    Mi ripeto, ma credo che in ogni caso avere il controllo del proprio corpo ed essere comunque allenati ad un movimento “finalizzato” sia d’obbligo (anche solo per mantenere l’equilibrio dopo uno scivolone e non battere il sedere in terra 😉 ). Sono certo che chi possiede e gestisce veramente un’arte marziale (qualunque sia lo stile) abbia una marcia in più rispetto a uno che tira manate a destra e a manca: non sto neache qui a fare l’elogio della “scuola di strada”. Rimane sempre il fatto che quando in gioco c’è la “pelle”, non si hanno mai abbastanza marce: è il bene più prezioso che possediamo, va difeso con tutti i mezzi possibili. Vivere quelle sensazioni per metabolizzarle ok, ma aggiungo che in primis è necessario “sopravvivere” a quelle sensazioni…

  9. si, ti quoto in pieno 🙂

  10. non credo alle arti marziali ed alle armi neanche. eppure mi dicono che esistono.

  11. Criptico !
    Cosa esattamente vuoi dirci con questa affermazione ?
    Messa così non si capisce tanto bene…

  12. esistono quelli che ci credono. Finchè esiste chi le porta esisterà anche il pericolo derivante dalle armi in circolazione. Spezziamo la catena. Almeno chi è responsabile..

  13. In un mondo perfetto ti darei ragione.
    Se dai un’occhiata agli altri articoli del blog capirai perchè.
    Purtroppo questo non è un mondo perfetto.
    Grazie ad ogni modo per il chiarimento !

  14. Penso che le arti marziali debbano essere coltivate per la propria crescita e non solamente per sconfiggere qualcuno.
    Credo che gli insegnamenti che si possono trarre siano molteplici e si possano riassumere in:
    1 conoscenza del corpo e del movimento,
    2 conoscere l’importanza della mente,
    3 intuire che non siamo fatti solo di corpo e mente
    ma che c’è di più!
    Crescendo da gazzelle diventeremo leoni e sarà difficile essere prede di qualcuno.
    cosa ne pensi?

  15. Angelo: penso semplicemente che il tuo sia uno dei modi più corretti di inquadrare l’arte marziale.
    L’articolo originale nasce in risposta ad una ragionevolissima critica che proponeva le arti marziali come alternativa alla difesa armata.
    Io faccio un passo in più, e riassumendo, vedo l’una come complemento dell’altra: credo non si possa affidare un bene prezioso come la nostra vita nè solo ad un’arma nè solo alla capacità di lottare. Sia l’una sia l’altra possono venir meno o non essere sufficienti da sole, quindi l’ideale sarebbe poter disporre di entrambe. Ripeto, non parliamo di una rissa da strada o in discoteca, qui trattiamo di casi in cui inevitabilmente la nostra vita, o quella di altri vengono messe in pericolo.


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