Pubblicato da: armatieresponsabili | 28 febbraio, 2008

Risvegliato dalle cronache

Esco da un lungo periodo di “letargo” grazie ancora una volta ad alcuni fatti recentemente accaduti. C’è stato un periodo in cui tutti i “media”, troppo occupati a seguire le scontate vicende politiche degli ultimi tempi, hanno trascurato la cronaca, dandoci l’impressione che i fenomeni criminali fossero spariti nel nulla.

Sappiamo bene che così non è, ed ora che viviamo in un “limbo” dove lo spazio per la politica si è ridimensionato (fra poco ricominciamo peggio di prima, ma nel frattempo proviamo a respirare), ricominciano ad essere trattati argomenti di “tutti i giorni”, e torniamo sul crimine e sulla sicurezza. Apprendo intanto con sollievo che il protagonista della vicenda della Romanina (di cui si è parlato qui) ha visto ridimensionare l’accusa iniziale da omicidio volontario ad omicidio colposo per legittima difesa. La perizia medico-legale ha appurato che il colpo fatale è stato esploso frontalmente e non alle spalle come si diceva al principio. Questo fa perlomeno supporre che si sia trattato effettivamente di difesa e non di inutile accanimento su una persona in fuga, come credevo e speravo.

Poi noto un incremento (forse casuale, forse no) della risposta armata alle rapine ed aggressioni: abbastanza recente il caso del gioielliere di Nicosia, un epilogo tragico ma prevedibile. La cosa che come al solito mi distrugge è il fatto che comunque venga posto l’accento sulla reazione piuttosto che su ciò che l’ha provocata. I giornalisti si sentono subito in dovere di controllare e farci sapere se l’arma era “regolarmente detenuta”, se chi ha sparato fosse “abilitato a sparare”, se in definitiva non sarebbe stato meglio se si fosse lasciato minacciare, malmenare, rapinare. Il fatto che tre persone irrompano in un negozio, ti minaccino con un’arma (vera o no, chi può dirlo), ti colpiscano e ti terrorizzino passa in secondo piano: sembra quasi che il delinquente sia tu.

Ripeto un concetto a me caro, quasi un “mantra”: sarebbe splendido un mondo senza armi, ma per funzionare dovrebbe essere veramente senza, a nessuno dovrebbe essere data la possibilità di utilizzarle. Ci sono però tre ordini di problemi:

 1) la Storia ci insegna che l’uomo senza arnesi non vive: potremmo distruggere ogni singola arma da fuoco ed ogni singola cartuccia esistente sulla faccia della terra e nel giro di qualche mese qualcuno troverebbe il modo di fabbricarsele in casa;

2) se pure riuscissimo ad eliminarle verrebbe meno il concetto di “equalizzazione“: si sposterebbe tutto sul piano fisico, e il più debole potrebbe solo soccombere, senza possibilità di difesa. Torneremmo alla “legge della giungla“, siamo sicuri di volere questo ?

3) la protezione delle persone sarebbe completamente a carico delle forze dell’ordine (che a stretto rigor di logica dovrebbero essere parimenti disarmate), e sappiamo già che questo non può funzionare.

Non perchè le forze dell’ordine siano inefficienti (concetto che spesso sento esprimere, ma che non condivido), semplicemente perchè sarebbe impossibile pretendere la loro presenza ogni volta che ce n’è bisogno: giorni fa, parlando con un amico, si ipotizzava la presenza di un militare armato ad ogni angolo di strada. Quella sarebbe una soluzione, ma quanti di noi sarebbero contenti di vivere in un posto così ? E ancora, quanti militari servirebbero ? La metà degli italiani dovrebbe arruolarsi nell’ Esercito, non la vedo molto percorribile come strada…

Anche qui mi viene in soccorso con le sue “suggestioni” il solito Oleg, la soluzione è più semplice di quanto sembri:

WhyCarry

Che, liberamente tradotto, recita: “Perchè portare un’arma ? Perchè un poliziotto intero sarebbe troppo pesante” e, aggiungo io, abbastanza ingombrante.

 

Annunci

Responses

  1. Se ci fosse un poliziotto ad ogni angolo di strada, prima o poi finirebbe per guardare altrove. Se non c’è certezza della pena a che serve tanta fatica ?
    Ciao.
    Laura

  2. A proposito proprio della frase: “un poliziotto ad ogni angolo della strada”, condivido che nessuno sarebbe molto contento di vivere in “stato d’assedio”, ma in alcune zone del nostro paese (non credo sia difficile indovinare quali), dove non c’e’ nessun controllo del territorio da parte dello Stato, sembrerebbe tanto assurdo avere invece un rappresentante dello Stato ARMATO ad ogni angolo della strada? Io lo preferirei, piuttosto che veder circolare liberamente MAFIOSI e delinquenti (armati o meno, non è quello il punto).

  3. ciao, esco da un letargo anch’io e forse ci voglio rientrare considerato che forse solo sotto terra si può avere qualche sicurezza in più. Da vivi intendo…

  4. Non sono per le soluzioni drastiche, quindi l’ipotesi “stato di polizia” e l’ipotesi “bunker” (anche se quest’ultima mi sollazza di più, glpop 😉 ) sono da escludere.
    Penso semplicemente che la gente debba essere messa in grado di difendersi, prontamente ed in maniera efficace. Se è vero come dicono che il mondo si divide in “cacciatori” e “prede”, mi piacerebbe introdurre la categoria degli “esseri umani”: io non sarò mai cacciatore (in nessun senso), ma questo non fa di me una preda.
    Al giorno d’oggi dobbiamo guardarci da tutto e da tutti, subiamo ogni sorta di attacco (amici “traditori”, bombardamenti mediatici, fanfaronate elettorali), almeno una cosa semplice e fondamentale come l’incolumità fisica (che poi è l’unica che ci permette di resistere a tutto il resto) dovremmo potercela garantire da soli, tutto qua.

  5. I ghiacchiai si stanno sciogliendo, la primavera è inoltrata anche se non la vediamo, gli orsi si stanno svegliando dal letargo … e tu cosa aspetti ?
    Se vuoi cominciare sul web un corso di autodifesa per donne .. è il momento giusto visto i recenti fatti di cronaca.
    Quindi … vai … Lesson number one …
    Ciaoooo
    Laura

  6. A me piacerebbe iniziare un martellamento senza requie per convincere chi ci “amministra” o chi ci “governa” (qualora le due cose fossero distinte) a capire il problema e a gestirlo.
    In subordine, solo se questa gente non si convincesse che la questione è seria e non agisse di conseguenza, altro che autodifesa: armamento pesante per tutti e corsi di tiro istintivo. Vogliamo il Far West ? Avremo il Far West.
    Paradossalmente, il più grande ostacolo alla difesa armata non è la mancanza di mezzi o di capacità (o di coscienza e responsabilità), ma come al solito la burocrazia e quel sentimento diffuso per cui “le armi NON SIA MAI”.
    In attesa di un risveglio delle coscienze, soprattutto per il pubblico femminile, posso solo rimandare (dato che non è il mio campo d’azione principale) ad uno dei tanti, tantissimi corsi di arti marziali che comunque non sono da disdegnare, come ho già avuto modo di dire.
    Ahimè, fino a che non ci si organizza, la tanto derisa bomboletta al peperoncino rimane l’unica valida alleata da tenere in tasca o in borsa: sempre meglio di niente… 25 euro in qualsiasi armeria, libera vendita, libera detenzione.
    Comunque mi hai dato un’idea per almeno un articolo (se non due). Spero di riuscire a scrivere abbastanza in fretta… 🙂

  7. 😀 se pensi a dei corsi e/o lezioni di autodifesa …pensale anche dal punto di vista delle (d)nonne !!! 😉

    Laura


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: