Di cosa si tratta qui ? Avvertenze varie.

Questo è un Blog. Un altro Blog.

Ci troverete quello che riuscirò ad esprimere in maniera sensata (ed italiano corrente) della mia personalissima visione riguardo un argomento considerato abbastanza “scomodo”: il possesso e l’utilizzo delle armi da fuoco da parte di privati cittadini.

Le “avvertenze” di cui sopra sono in effetti solo un paio:

1) Quello che scrivo è una mia interpretazione della cosa: non intendo in alcun modo istigare la gente alla violenza e non voglio creare un “caso”. Siete liberi di leggere, commentare, suggerire, puranco criticare aspramente, ma le azioni reali da voi eventualmente compiute rimangono sempre e solo nella vostra sfera di responsabilità personale e dipendono esclusivamente dalla vostra testa. I contenuti di questo Blog sono rivolti a persone adulte, responsabili e capaci di decidere autonomamente.

2) Per la sua natura di Blog, questo aggeggio presenta gli articoli in ordine di tempo, il più recente in alto (per quanto mi ci sia messo non sono riuscito ad invertire la cosa 🙂 ). Quindi almeno all’inizio, vi consiglio di cominciare a leggere dal più vecchio in fondo (Quello dal titolo “Benvenuti” che trovate qui), risalendo fino in cima.

Vi ringrazio sin d’ora per l’attenzione e sarò felice se vorrete partecipare attivamente alla costruzione dei contenuti e/o al miglioramento di tutto il Blog.

Alberto.

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Responses

  1. Argomento scomodo, come tu stesso lo definisci, e a cui ci si accosta con qualche timore, forse per una paura che comincia ancor prima .. già nel nome dell’oggetto che racconta, come se questo potesse far fuoco solo citandolo. Sembra che il tema del blog si concentrerà sulla questione : “possesso e utilizzo delle armi da fuoco da parte di privati cittadini” ed allora una domanda mi viene subito da proporre : “Perchè avvertire questa necessità ?”, forse perchè le forze dell’ordine che ci tutelano sono insufficienti ? forse perchè la criminalità sta montando come un’onda anomala e ci sta sommergendo ? forse perchè non ci sentiamo protetti e difesi ? … Non amo le armi, neppure nella forma di giocattolo, non amo i giochi di guerra, non amo avere nemici, non mi piace far del male a qualcuno e so che parlare di armi non presuppone l’assenza di queste opinioni, ed allora buon lavoro a te che inizi questa nuova avventura.
    Laura 😀

  2. Grazie per la visita ed il commento!
    Lo spirito della cosa è esattamente quello che hai colto, e partendo dalle stesse opinioni. Posto che vedo un’arma come uno strumento, alla stregua (per esempio) di un trapano elettrico, potrei mai amare un trapano ?
    I giochi di guerra fanno ridere anche me, e “vivi e lascia vivere” è uno dei miei motti.
    Quello che mi preoccupa è il “lato oscuro”, spero di riuscire a gettarci un po’ di luce.

  3. Se è una provocazione della serie “attenti a quello che succede in giro, altrimenti pure da noi facciamo il Far West della quotidianità a stelle e strisce” va bene, ma se parli seriamente, mi lasci perplesso: a chi non piacerebbe avere una pistola per “rimettere in sesto il mondo”, “per far le cose dritte” e minacciare chi intralcia la nostra visione di mondo ideale, o anche per punire chi agisce prepotentemente nei nostri confronti?

    Chi di noi non si definisce “persona adulta, responsabile e capace di decidere autonomamente”? Quanti lo siano veramente è altra cosa, ma l’effetto sarebbe che tutti questi italiani (popolo di pecore da sempre, ma sempre pronte a fare i prepotenti al momento opportuno) con un’arma in mano si trasformino in giustizieri, perché in questo dannato Paese ci sarà sempre la voglia di sparare a quello che ti ha tagliato la strada con la macchina o a quel fottuto burocrate che ti rende la vita difficile…

    E poi, in un Paese come l’Italia, se ammazzi qualcuno e ti arrestano ti mettono in un residence a prendere il sole, quindi neanche c’è la coercizione esterna a tenere sotto controllo la potenziale espansione degli omicidi che secondo me la realizzazione della tua proposta comporterebbe!

    Tirando le somme, questa tua idea mica mi sembra cosa tanto opportuna, sai… Non basta il pessimo esempio che ci viene da Paesi meno civili come l’entroterra Afghano e gli USA? L’Italia è Paese da terzo mondo, ma almeno “Bowling a Columbine” qua ancora non c’è stato…

  4. Questa è quella che chiamo una “critica costruttiva” !
    RC, mi dai l’opportunità di chiarire ancor meglio cosa intendo per “Armati e Responsabili”.

    Un pochino di provocazione c’è, è vero: non nego di essere parecchio sensibilizzato al riguardo anche a causa di eventi vari che mi hanno fatto vivere il problema sicurezza in modo diverso rispetto alla media degli onesti e tranquilli Cittadini. Rimane il fatto che, come ho già puntualizzato, non ritengo assolutamente opportuna la giustizia “fai da te” e sono anzi il primo a sostenere che visto che c’è gente pagata per fare questo lavoro è bene che ci pensi chi è preposto.

    E’ anche vero che nel nostro Paese, a parte la parentesi buia degli anni ’70, non abbiamo mai vissuto un momento di “paura” come quello attuale: siamo sempre stati benino e tranquilli, con “le chiavi di casa attaccate alla porta”, il “maresciallo” che tutto vedeva e tutto sapeva, in definitiva una bella vita.
    Vita a cui ci siamo abituati, e che ci rende ancora più appetibili nei confronti di chiunque abbia cattive intenzioni.

    Io non voglio “una pistola su ogni scrivania” (e mica so’ Bill Gates 🙂 ). Quello che mi piacerebbe sarebbe ristabilire il rapporto tra armi nelle mani “giuste” ed armi in quelle “sbagliate”, che per adesso è pericolosamente sbilanciato verso la seconda metà.

    Il problema è: nonostante i (giusti) controlli, gli sbarramenti (sacrosanti), la burocrazia (male necessario) e tutti i divieti possibili ed immaginabili, chi vuole un’arma per fini illeciti non fatica a trovarla e a portarsela appresso. Pensi che il rapinatore o l’estorsore vadano a fare la domanda per il porto d’armi e denuncino il possesso della pistola che poi ti punteranno in faccia, o che useranno per uccidere ?
    Facile, anche se non fai parte di una “cosca” o di una banda organizzata, ti procuri un migliaio di euro in contanti, entri nel primo campo nomadi, fai le domande giuste e esci con un bel cannone di dubbia provenienza ma di certa efficacia. Niente moduli, niente marche da bollo, niente schedature.

    E noi che siamo, scemi ?

  5. Concordo con cogitants, come (quasi) sempre.

    Ricorda sempre che si combatte sempre ad armi pare. Se oggi ti metti una pistola in tasca per difenderti in casa o per strada, domani dovrai metter da conto che tu avrai degli scrupoli ad usarla, un delinquente no.

    E ricordati che tu hai da perdere sempre e comunque qualcosa. Lui probabilmente non l’ha mai avuta.

  6. Aggiungo che con tutto questo non è possibile tollerare alcun tipo di comportamento da parte di italiani, extracomunitari, prepotenti, politici e poliziotti.

    Anche se a me, tutti i giorni, verrebbe voglia di sparare in testa a qualche figlio di p….na, capisco a sangue freddo che farlo non porta ad una vera soluzione.

    Perché staremmo veramente tutti meglio ricercando la felicità e non la vendetta.

  7. SB! Innanzitutto benvenuto e grazie per la partecipazione 🙂
    In questi giorni mi sto astenendo sia dal pubblicizzare il blog, sia dall’aggiungere articoli, perchè il tema è un po’ “caldo”, però vorrei che (tempo permettendo e se già non l’hai fatto) dessi un’occhiata agli altri post, in modo da inquadrare meglio quello che è il mio pensiero.
    L’arma è l’ultima risorsa, ed è quello che nei momenti “estremi” può fare la differenza tra rimanere su questa terra e non esserci più.
    Vedi, io la felicità la cerco tutti i giorni e a volte la trovo pure 🙂 , la vendetta non è il mio obiettivo, quello che cerco è la sicurezza. Se chi mi è entrato dentro casa capisce l’antifona, gira sui tacchi e scappa, non perdo tempo a corrergli dietro e nemmeno a tirare il grilletto. Sta bene così, si è fatto un favore e ne ha fatto uno a me.
    Il “prepotente” non mi preoccupa, il poliziotto nemmeno (il politico un po’ si, ma non è ancora il caso di ricorrere alle armi 😉 ).
    Quello che mi preme, ripeto alla nausea, è la sicurezza: la mia, quella dei miei cari, e quella di chiunque ne abbia bisogno in un momento in cui io posso intervenire.

    I gentiluomini combattono ad “armi pari”, i pezzi di merda no. Questo è bene ricordarlo sempre: chi aggredisce una ragazza sola a scopo di violenza non ha molto preciso il concetto di “parità”, sarebbe il caso di spiegarglielo, non credi ?

  8. Il punto è che tu hai da perdere, lui probabilmente no. (o ha poco).

    Se oggi gira i tacchi capendo l’antifona, domani potrebbe venire più armato di te. Prendi ad esempio i clan romeni. Hanno una tattica spietata. Entrano in casa, ti gonfiano di botte e, se non muori soffocato, ti chiedono dove sono i soldi.

    Magari tu gli avresti detto subito dove erano e la cosa finiva lì, senza botte e altro. Ricorda sempre che, a parte qualche cane sciolto, la maggior parte agisce per mestiere. Sa quello che fa e quindi difficilmente avrai il tempo di usare la tua arma.

    Sarebbe bello sì, ma alquanto poco utilizzabile.

    La risposta, per me, è confidare nel fatto che se vengono presi, vengono anche giustamente puniti. Non come è successo al mio idraulico che mi ha raccontato che gli sono entrati quasi in casa, se n’è accorto, li ha fermati, ha chiamato la polizia e questa gli fa “noi li portiamo dentro, ma dopodomani stanno fuori”.

    Il punto è che anni di processi sistemati per i pezzi grossi oggi hanno portato ad uno stato di delinquere impunito.

  9. In linea di massima, la risposta che dai tu è la stessa che nel profondo dell’animo auspico anch’io.
    Il problema è “nel frattempo”, cioè domani.
    Se domani, a bocce ferme, mi trovo (o ti trovi, ma spero di no) il tipo dentro casa, che faccio ?
    Sono perfettamente in linea (come peraltro dico sempre) con la tattica “prendi quello che vuoi e sparisci”: d’altra parte non posseggo tele di Gauguin o collier di brillanti, quindi perchè no ?
    Ma le cronache insegnano: questi credono sempre che ci sia di più di quanto dichiari, e per ottenere quel di più sono pronti a gonfiarti di mazzate o peggio, in questo caso tutti i propositi di prudenza e passività sono spazzati via automaticamente. Anzi, (mo’ faccio lo spiritoso 🙂 ) SEMIAUTOMATICAMENTE.
    Quando si tratta della pelle, non ho tanta voglia di stare lì a pensare “magari adesso se ne vanno”, preferisco delle certezze.

  10. Vorrei che scrivesse in questo blog qualcuno che ci è passato. Qualcuno che ha dovuto ricorrere a un gesto estremo per non vedere il suo funerale dall’alto e vorrei chiedergli: lo rifaresti? Hai più paura di prima o no? La tua vita è cambiata? Io spero che prima o poi si capisca che per vivere in una società civile bisogna fomentare la civiltà e non l’aggressività e la forza fisica. Organizziamo un bel Woodstock 2 e spariamo solo cazzate! Peace

  11. Mi associo e replico l’invito: un commento del genere sarebbe veramente interessante, anche perchè io stesso non sono mai arrivato alla situazione di “tirare il grilletto”.
    Per fortuna non ce n’è mai stato bisogno 🙂
    Coltivare la civiltà è un ottimo obiettivo, Maddy, e in un certo senso ci provo… sicuramente (come scritto nel primo articolo qui sopra) non voglio fomentare l’aggressività, anzi l’idea sarebbe quella di smorzarla.
    Per quanto riguarda il secondo Woodstock, ci sto: quando cominciamo ?

  12. 🙂

  13. sono un po’ cretino, ma non trovo il feed rss dei post!

  14. No, non sei per niente cretino… non c’è !!
    Almeno non c’è il link.
    Mi ricordo che i feed ci sono, se trovo il link te lo scrivo qui.

  15. Trovato! E’ standard per tutti i blog su WordPress, quindi, nel mio caso:

    https://armatieresponsabili.wordpress.com/feed/

    Per i commenti, invece:

    https://armatieresponsabili.wordpress.com/comments/feed/

    Buon “linking” ! 😉

  16. Basta con questa storia delle armi. Ma non si può parlare di altra cosa? anche riferita alle armi visto che sollecitano sempre un pò di interesse nel bene o nel male.. Ad esempio usando la parola arma per identificarla con dei detterrenti contro la guerra e i malviventi che non uccidono nessuno, o dei sistemi per sollecitare le persone a credere nelle proprie inclinazioni e ritrovare la pace interiore. ecco intendevo questo..

  17. comprendo le motivazioni che possano condurre una persona ad armarsi anche se non le condivido pienamente. comprendo ed approvo interamente invece lo studio di strategie o sistemi per la prevenzione. La pistola a mio avviso rientra solo nel sistema “protezione” cioè Ultima ratio da adottare se il rischio non è coperto.
    Se ce l’hai con le istituzioni che non proteggono adeguatamente posso darti ragione, ma premesso questo per la prevenzione possiamo fare molto ancora.

  18. lavoroesicurezza: scusami per il ritardo nel rispondere ai tuoi commenti, non sono solito lasciar passare tanto tempo… Vedi, capisco perfettamente che l’argomento crei disagio, anche perchè stiamo parlando (in definitiva) di “roba che ammazza”, mica di bruscolini…
    Io stesso sono per la prevenzione fino all’ultimo, per l’evitare finchè possibile, approvo e incoraggio la fuga come risorsa alternativa, tutto pur di non essere costretto ad estrarre un’arma ed usarla per ciò a cui serve.
    Come potrai facilmente desumere dalla lettura di tutti i miei post, l’arma esce solo quando il danno è inevitabile: la prevenzione funziona con i rischi “conoscibili” (esempio, vado in moto, posso cadere e sbattere la testa, ergo mi metto il casco. Oppure lavoro su un’impalcatura, potrei scivolare e cadere, mi aggancio un’imbracatura). Il problema nasce con l’imprevedibile: vengo aggredito (già di per sè è una cosa abbastanza imprevedibile), come posso sapere se chi ho davanti vuole solo i miei soldi o vuole anche farmi del male ? Meglio ancora, anche se non è sua intenzione, come posso sapere che nel panico o nella concitazione non vada oltre e non attenti alla mia vita ? In questo caso, perchè negarmi una possibilità ?

  19. Perdonami Albert1 l’associazione tra sicurezza sul lavoro e sicurezza pubblica da me provocata per ovvi motivi di deformazione è stata forse una forzatura. Nel settore della Sicurezza sul lavoro i caschi, le imbracature rientrano nel sistema “protezione” al quale si riconducono i DPI (Dispositivi di protezione individuali). Tali strumenti intervengono laddove non si riesce ad eliminare integralmente il rischio con la prevenzione. Tornando al caso concreto di cronaca in effetti la fase preventiva a fronte del rischio aggressione poteva così riassumersi: Non tornare tardi ,essere accompagnata, non essere donna. In tutti i casi esaminati c’è un comune denominatore che è la limitazione della libertà (il terzo caso è ovviamente provocatorio). Con queste premesse possedere un’arma sembrerebbe garanzia di libertà. C’è un dato però che non deve a mio parere sfuggire: per molte persone possedere un’arma può rappresentare un vincolo. E’ l’atto stesso di portarla con sè che può provocare la sensazione del potenziale pericolo di ricevere un attacco. Potrai dirmi che è questione di abitudine. Credo che c’è abitudine e abitudine. Mi spiego meglio: se porto una cosa che uccide appresso non è come portare una cinghia anticaduta. Quest’ultima serve a salvare me senza ammazzare nessuno. La pistola serve ad ammazzare per salvarmi, e non è detto che funzioni sempre. Questo fatto è fondamentale perchè presuppone il principio di scambio di una morte contro una vita (mors tua..) che peraltro è politicamente corretto. Le protezioni sul lavoro presuppongono sempre un principio di salvaguardia della vita senza recare pregiudizio ad altri. Ma forse bisognerebbe rivedere la valutazione dei rischi per le nostre città: o si migliora la qualità della vita, dei servizi e dello stesso panorama delle città in cui viviamo (basti pensare alla desolazione di alcune periferie) e si incrementano parallelamente i sistemi di sicurezza oppure è meglio prepararsi alla guerra con le armi che dici tu. Per quanto riguarda il criterio di assegnazione del bollino di “responsabile” a chi la porta non mi sembra affatto facile da delineare. Hai tu una ricetta per caso?

  20. Le armi da fuoco sono stupende! quando esco di casa porto sempre con me la mia beretta cal. 9 con qualhe colpo nel caricatore! (non si sa mai)

  21. Non è esattamente quello che intendo…

    Comunque portarla scarica sarebbe abbastanza scemo, no ? 😉

  22. Messaggio al Giustiziere: Lascia perdere l’arma carica. O meglio, prima cambia nome. Staremo tutti più tranquilli.


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